Profili

Robert Schuman e l’anima dell’Europa

di Paola Cavalieri
Il pensiero del grande politico francese, autore della Dichiarazione che porta il suo stesso nome, ancora oggi illumina il futuro dell’Europa. Una comunità soprattutto di cittadini, un’Unione fondata sulla diversità delle sue culture e forte per la diffusione nel mondo dei suoi valori.
 

Romano Guardini e l’ethos dell’Europa

di Silvano Zucal
A cinquant’anni dalla morte del grande teologo italo-tedesco, uno dei “Padri della Chiesa del XX secolo”, rileggiamo il suo pensiero sull’Europa, vista come “un destino” da ricomporre ma anche come compito etico da consegnare al futuro dei popoli europei fuoriusciti dall’epoca tragica segnata dalle guerre, dai totalitarismi e dalla macchia indelebile della Shoà. Un esercizio su cui merita ritornare soprattutto oggi, con l’Europa che ricerca le ragioni della sua unità.
 

Pietro Scoppola, nella storia da laico credente

di Maurilio Guasco
Un cattolico democratico, un laico impegnato in politica, uno storico che non tralasciò mai la riflessione sul suo tempo: Scoppola è stato tutto questo e molto altro: «un cattolico a modo suo», con un’innata fiducia nella forza della libertà. L’inedita testimonianza di un amico e collega.
 

Konrad Adenauer e gli albori dell’Europa unita

di Markus Krienke
I principi che orientano la politica estera ed europea di Adenauer nel dopoguerra e nella prima fase del cancellierato (1945-1957): la precedenza dell’integrazione all’Occidente rispetto all’unità nazionale, la costruzione istituzionale dell’Europa, una politica anti-sovietica, il riferimento all’antropologia cristiana.
 

Alcide De Gasperi e il sogno europeo

di Marco Odorizzi
La profondità del pensiero dello statista trentino, tra i padri fondatori dell’Unione europea. Una fede incrollabile nell’uomo e nella sua possibilità di costruire sentieri di pace.
 

Egidio Tosato: costituzionalista e costituente

di Fernanda Bruno
Giuspubblicista di alto valore scientifico e di forte rigore morale, Egidio Tosato si segnala non solo per l’apporto alla scienza giuridica, ma anche per l’attiva e preziosa partecipazione all’elaborazione della Carta costituzionale italiana, oltre che per l’impegno accademico e politico sempre conforme ai valori cristiani.
 

Antonio Amorth. Indirizzi per la Costituente e la nascente democrazia

di Nicola Antonetti
Negli anni della crisi dello Stato fascista e nell’immediato dopoguerra gli studi sul diritto costituzionale e sul diritto regionale di Antonio Amorth diedero un contributo tanto fondamentale quanto difficile da ricostruire alla definizione dei principi del nuovo Stato costituzionale, ponendo così le basi per il funzionamento delle istituzioni repubblicane nel dopoguerra.
 

Giuseppe Dossetti. Pensare, attuare e difendere la Costituzione

di Andrea Michieli
Figura straordinariamente complessa e densa quella di Giuseppe Dossetti. Studioso e professore di diritto, dopo aver partecipato alla Resistenza fu membro e protagonista dell’Assemblea costituente e deputato nelle file della Dc, in contrapposizione dialettica con De Gasperi. Ritiratosi dalla politica, scelse la vita monastica. Ordinato sacerdote, il card. Lercaro lo coinvolse nella preparazione e nello svolgimento dei lavori del Concilio Vaticano II.
 

Costantino Mortati: il giurista della Costituzione

di Ugo De Siervo
Costantino Mortati è considerato unanimemente uno dei più importanti costituzionalisti del nostro Novecento. L’impegno alla Costituente e i suoi studi sono caratterizzati da un approccio realistico ai temi giuridici, sempre nel tentativo di costruire un rinnovato ordinamento democratico secondo i modelli e gli stimoli del migliore costituzionalismo contemporaneo. Mai incline al compromesso, non risparmiò critiche al sistema parlamentare venutosi a costituire all’alba della Repubblica.
 

Giorgio La Pira: il "santo" del compromesso costituzionale

di Paolo Trionfini
L’apporto di Giorgio La Pira (1904-1977) al processo costituzionale è stato nodale nella definizione di quelli che sarebbero divenuti nel testo finale della Costituzione gli articoli 2 e 3, che esprimono il fondamento personalistico della comunità, il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, il compito imprescindibile dello Stato di rimuovere le disuguaglianze.
 

Aldo Moro: politica e diritto. Premesse alla Costituente

di Nicola Antonetti
Cattolici e Costituzione. In ogni sua riflessione prima e a ridosso dei lavori della Costituente, Aldo Moro (1916-1978) colse con lucidità che si stava per imboccare la «via lunga» necessaria a ripristinare le norme di salvaguardia dello Stato di diritto adeguandole alle esigenze di una democrazia postfascista nella quale andava garantito l’autonomo sviluppo dei diritti individuali e sociali.
 

Jean Daniélou. Il personalismo entra nel Concilio Vaticano II

di Gianluigi Pasquale
Il gesuita francese ha lasciato un contributo determinante all’antropologia teologica. La dignità dell’uomo in quanto immagine di Dio, la sua sovranità in rapporto alla natura, la sua costitutiva partecipazione a una comunità umana, il suo relazionarsi a Dio mediante l’adorazione: grazie alla sua opera intellettuale troveranno spazio nella Costituzione conciliare Gaudium et Spes.
 

Pietro Pavan. Il pensiero sociale al Concilio

di Caterina Ciriello, di Ignazio Sanna
Due contributi ci raccontano del cardinale Pietro Pavan e il Vaticano II. In particolare, il contributo di pensiero e di orientamento ecclesiale di Pavan nella e per la redazione dei tre documenti che hanno segnato la felice stagione conciliare: Pacem in Terris, Gaudium et Spes, Dignitatis Humanae. La vicenda umana di prete che seppe servire, sino alla e lacrime, la Chiesa leggendo in maniera straordinaria i segni dei tempi e la necessità di offrire risposte inequivocabili all’umanità.
 

Gérard Philips. Il teologo conciliare

di Giovanni Tangorra
Antenna sensibile del movimento ecclesiale del XX secolo, Gérard Philips è stato l’uomo della provvidenza che ha permesso la redazione della Lumen gentium. Il suo proverbiale equilibrio gli consentì di mettere in contatto forze opposte che rischiarono la frattura. Testimone di una teologia ascetica, non si è mai vantato del suo contributo, convinto che il lavoro del teologo è di fare onestamente il proprio mestiere.
 

John Courtney Murray. Un gesuita americano al Concilio Vaticano II

di Piergiorgio Grassi
Il tormentato itinerario conciliare della Dignitatis Humanae: dalla tolleranza alla libertà religiosa. Formulazioni a confronto. L’apporto dei periti. Le ricadute sul piano dell’ecumenismo e dei diritti delle persone.

 

Don Emilio Guano. Il “paladino” dei laici cattolici

di Maddalena Burelli
Consapevole del suo ruolo di educatore, volle fare dei suoi giovani degli uomini di cultura, coscienze libere e aperte al confronto. Designato da Giovanni XXIII membro della commissione per l’apostolato dei laici, egli sottolineò la necessità di una partecipazione qualificata dei laici e cercò di allargare il più possibile la loro collaborazione al Concilio, anche al di là della cerchia degli uditori, insistendo sul criterio della competenza piuttosto che della rappresentatività.
 

Le città di Paolo VI

di Angelo Maffeis
Un profilo originale del beato Paolo VI. Alcuni aspetti dell’esperienza umana, cristiana e civile che per Giovanni Battista Montini è legata alle tre città in cui ha vissuto e percorso le tappe fondamentali del suo servizio alla Chiesa: Brescia, Milano e Roma.
 

Mario Luzi. L’esserci del poeta

di Fabio Ciceroni
Con la rinuncia al desiderio naturale di verità in favore dell’ideologia, l’uomo moderno può essere trascinato dovunque. Contro tale rischio, l’appello “civile” del poeta è a «sentirci ancora uomini pericolanti» ed agostinianamente rivolti «a cercare in noi o fuori di noi la verità delle cose». E in Italia, tornare a «lavorare per quella civiltà naturale per cui hanno lavorato variamente sparsi nei secoli i suoi maestri d’arte e di vita».
 

Il card. Roberto Tucci s.j. Il “portavoce” del Concilio

di GianPaolo Salvini
Uomo colto. Giovane direttore de «La Civiltà Cattolica» e poi a lungo della Radio Vaticana. Pur non essendo stato un padre conciliare in senso stretto, P. Roberto Tucci è stato un protagonista di quell’evento. Ha svolto un compito spesso poco conosciuto, non molto alla ribalta, ma molto significativo, non privo di influenza sull’elaborazione di alcuni documenti ma soprattutto sulla conoscenza del Concilio stesso da parte della Chiesa e del mondo.
 

Marianella Garcìa Villas. “Soltanto per amore”

di Anselmo Palini
Le sue indagini e le sue precise denunce erano inaccettabili per la giunta militare al potere in El Salvador. Pertanto, come per monsignor Oscar Romero, con il quale aveva a lungo collaborato per difendere i diritti del proprio popolo, la sua voce venne messa a tacere per sempre. Ma non la sua testimonianza di martire della giustizia e della pace.