Gli agenti del cambiamento
Questo tempo ci chiede una fatica particolare: comprendere le relazioni tra le parti e tenerle insieme in modo che il tutto non si disperda in frammenti. La vita sociale, il lavoro, le istituzioni, perfino il nostro modo di percepire l’io sembrano attraversati da trasformazioni profonde che spesso fatichiamo a interpretare. Chiamiamo tutto questo cambiamento. Ma il cambiamento che viviamo appare pervasivo, talvolta improvviso, spesso difficile da decifrare nelle sue cause e nelle sue conseguenze.
Secondo noi
La civiltà che vogliamo
di Enzo RomeoSiamo spettatori della «guerra mondiale a pezzi» tante volte evocata da papa Francesco. Ma non possiamo rassegnarci alla logica delle armi. Il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, nell’intervista a «Dialoghi» rilancia l’appello di Leone XIV affinché tutte le comunità cristiane diano voce alla pace, si oppongano alla follia bellica, sostengano i più poveri, elaborino proposte culturali che favoriscano l’affermarsi di sistemi improntati al rispetto umano e all’equità sociale e non alla forza bruta e all’idolatria del denaro. Mentre crolla il multilateralismo, mentre le istituzioni internazionali sono derise e messe in discussione, mentre la diplomazia viene considerata quasi una perdita di tempo, c’è una chiamata di responsabilità personale a cui è doveroso rispondere.













