Profili

Il Vangelo e la storia: il coraggio di don Riboldi

di Pietro Perone

Don Antonio Riboldi, vescovo di Acerra agli inizi degli anni Ottanta, si è distinto per il suo coraggio nel fronteggiare la criminalità organizzata e per le sue battaglie politico-sociali in un territorio altamente problematico e in un tempo particolarmente difficile.

David Sassoli, testimone di speranza dal sorriso sincero

di Gianni Borsa

Dalla giovinezza alla conduzione del Tg1, fino all’impegno attivo nel Partito democratico e alla presidenza del Parlamento europeo: un uomo di giustizia e di fede, che ha fatto del dialogo la sua peculiare cifra stilistica.

Tina Anselmi: dall’Azione cattolica, alla Resistenza, all’impegno politico

di Alba Lazzaretto

Militante della Gioventù femminile di Azione cattolica, staffetta partigiana, sindacalista, parlamentare e ministro. Una donna dedita alla politica rigorosamente esercitata con onestà. Una vita spesa per la democrazia, la giustizia, la solidarietà. 

Vincenzo Verrastro. Politico e cristiano tra il tempo e l’eterno

di Valeria Verrastro

Il contributo tratteggia la vicenda umana e politica di Vincenzo Verrastro (1919-2004), primo presidente della Regione Basilicata, attingendo ai suoi scritti, alle sue memorie e al diario personale pubblicato dalla figlia. Ne emerge la figura di un uomo che mai cessò di cercare le vie  di Dio nel suo infaticabile e generoso impegno politico.

Fioretta Mazzei: una donna costruttrice di civiltà e di pace

di Giovanna Carocci

Fioretta Mazzei ha avuto un posto significativo nella storia fiorentina e italiana del laicato cattolico del Novecento. Impegnata nelle istituzioni comunali per quasi un cinquantennio, ha amato e perseguito il nascondimento della vita claustrale, vissuta da consacrata laica nella cella della sua interiorità. Con Giorgio La Pira ha stabilito un’amicizia spirituale e politica per la vita che ha reso Firenze terrazza di pace sul mondo.

Charles de Foucauld, modello di dialogo e di radicalità evangelica

di Brunetto Salvarani

La recente canonizzazione di Charles de Foucauld ha acceso i riflettori su un modello di santità costruita anche sulla base dei propri fallimenti (e nonostante essi). Grande oggi è l’eredità del Piccolo Fratello, testimone di dialogo e di radicalità evangelica che ha provato ad attualizzare con la propria vita lo stile vissuto da Gesù a Nazaret.

 

Lino Monchieri (Brescia, 1922-2001) Maestro, scrittore, testimone di pace e libertà

di Luciano Caimi

A cento anni dalla nascita, la figura di Lino Monchieri rappresenta ancora oggi l’esempio di un laicato speso a servizio dell’altro. Mosso da una grande passione educativa, fu insegnante e scrittore. Una figura poliedrica, che visse la tragedia della deportazione nazista, e che tuttavia mantenne fino all’ultimo – alla luce del messaggio evangelico – uno sguardo profondamente umano sulla realtà, lo sguardo di un testimone credibile e credente.

Alfonso Pagliariccio, medico per la vita

di Luigi Alici
Alfonso Federico Pagliariccio è il testimone di una sintesi esemplare di fede cristiana e competenza professionale, vissuta nella fedeltà alla Chiesa e all’Azione cattolica. Il suo impegno come medico chirurgo al servizio della vita si ispira a valori di gratuità assoluta, centralità del malato, dedizione eroica fino alla morte prematura.
Una testimonianza straordinaria di vita ordinaria, che merita di essere riconosciuta e onorata.

La Sorella maggiore: Armida Barelli e la santità nell’ordinario

di Barbara Pandolfi
Fondatrice della Gioventù femminile di Azione cattolica e dell’Opera della Regalità, promotrice della nascita dell’Università Cattolica, Armida Barelli è una figura fondamentale del laicato cattolico in Italia tra XIX e XX secolo. Testimone di una santità vissuta nel quotidiano, è stata di esempio per tante donne e precorritrice di una presenza attiva dei laici nella vita della Chiesa.

Bernardo Mattarella e la lunga marcia del cattolicesimo democratico

di Giovanni Bolignani
Esponente di spicco del cattolicesimo democratico siciliano, Bernardo Mattarella ha unito l’esperienza politica anche da ministro della Repubblica con un’intensa vita di fede, alimentata e testimoniata all’interno dell’Azione cattolica. A cinquant’anni dalla morte, rileggerne la personalità – insieme alla storia del cattolicesimo in Sicilia – consente anche di comprendere ispirazioni e scelte dei figli Piersanti e Sergio.

Augustin Bea e la Nostra aetate

di Saretta Marotta

Uno dei protagonisti del Concilio Vaticano II, impegnato in prima persona alla stesura della dichiarazione conciliare su “Le relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane”. Un documento epocale che protesse da tentativi di diluizione, nascondimento o cancellazione che ne avrebbero ridotto o annullato la portata sostanziale. E che gli costo accuse infamanti.

Vittorio Bachelet e lo stile del dialogo

di Luigi Scotti

Vittorio Bachelet è stato uomo dalla esemplare capacità di ascolto e di ricucitura.
A quarant’anni dal “martirio laico”, il ricordo degli anni al Csm, insieme alle parole da lui pronunciate al momento della elezione a vicepresidente dell’organo di autogoverno della magistratura. Il quadro di un’esperienza assai complessa, ma vissuta cercando sempre motivi di condivisione, di unità e di speranza.

Clemente Riva: maestro e testimone del Vaticano II

di Umberto Muratore

L’eredità del vescovo rosminiano, prete dotto, liberale, austero, pio, non intransigente. Soprattutto, pastore del dialogo ecumenico e interreligioso. Figlio e interprete del Concilio. Da ausiliare di Roma, fece della mitezza una sua cifra, consapevole che è preferibile illuminare invece di combattere, costruire ponti invece di ergere mura, che al principio di autorità bisognava sostituire il principio di persuasione.

Igino Righetti. Il cattolico pensante

di Paolo Trionfini

Ottant’anni fa la prematura scomparsa. La traccia da lui lasciata nel panorama del movimento cattolico italiano del Novecento. La dimensione internazionale che lo fa assurgere a costruttore di un’Europa di speranza per i semi gettati nella lunga stagione tra le due guerre mondiali.

Antonio Megalizzi. La giovane Europa

La nostra rivista ha presentato negli scorsi mesi i profili di statisti come Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman e di un intellettuale come Romano Guardini: «i padri dell’Europa». Questa volta abbiamo voluto celebrarne i “figli”, la generazione che, nata e cresciuta all’interno del grande progetto dell’integrazione europea, ne ha portato avanti gli ideali. Per rappresentarla abbiamo pensato all’entusiasmo di Antonio Megalizzi, morto a Strasburgo in seguito all’attentato terroristico dell’11 dicembre 2018. Affidiamo il suo ricordo alle affettuose parole dei suoi compagni di corso all’Università di Trento e a un suo racconto.
 
 

Robert Schuman e l’anima dell’Europa

di Paola Cavalieri
Il pensiero del grande politico francese, autore della Dichiarazione che porta il suo stesso nome, ancora oggi illumina il futuro dell’Europa. Una comunità soprattutto di cittadini, un’Unione fondata sulla diversità delle sue culture e forte per la diffusione nel mondo dei suoi valori.
 

Romano Guardini e l’ethos dell’Europa

di Silvano Zucal
A cinquant’anni dalla morte del grande teologo italo-tedesco, uno dei “Padri della Chiesa del XX secolo”, rileggiamo il suo pensiero sull’Europa, vista come “un destino” da ricomporre ma anche come compito etico da consegnare al futuro dei popoli europei fuoriusciti dall’epoca tragica segnata dalle guerre, dai totalitarismi e dalla macchia indelebile della Shoà. Un esercizio su cui merita ritornare soprattutto oggi, con l’Europa che ricerca le ragioni della sua unità.
 
 

Pietro Scoppola, nella storia da laico credente

di Maurilio Guasco
Un cattolico democratico, un laico impegnato in politica, uno storico che non tralasciò mai la riflessione sul suo tempo: Scoppola è stato tutto questo e molto altro: «un cattolico a modo suo», con un’innata fiducia nella forza della libertà. L’inedita testimonianza di un amico e collega.
 

Konrad Adenauer e gli albori dell’Europa unita

di Markus Krienke
I principi che orientano la politica estera ed europea di Adenauer nel dopoguerra e nella prima fase del cancellierato (1945-1957): la precedenza dell’integrazione all’Occidente rispetto all’unità nazionale, la costruzione istituzionale dell’Europa, una politica anti-sovietica, il riferimento all’antropologia cristiana.
 

Alcide De Gasperi e il sogno europeo

di Marco Odorizzi
La profondità del pensiero dello statista trentino, tra i padri fondatori dell’Unione europea. Una fede incrollabile nell’uomo e nella sua possibilità di costruire sentieri di pace.