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Le parole del Sinodo: “famiglia”

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Se la sinodalità esprime la natura della Chiesa e la Chiesa è famiglia di famiglie (AL n. 202), potremmo dire che, in qualche modo, proprio lo stile della sinodalità è quello che caratterizza (o dovrebbe caratterizzare) ogni singola famiglia. Esistono infatti, provando a non forzare troppo l’immagine, vari elementi che permettono di mettere in relazione queste due parole, sinodo e famiglia, e che ci spingono a considerare quest’ultima, allo stesso tempo, come riflesso e soggetto di sinodalità.

Le parole del sinodo: “giovani”

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Nella prima parte del documento della XV assemblea generale ordinaria voluta da Papa Francesco, conclusasi nel 2018, viene ripresa la famosa scena dei discepoli di Emmaus: «Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e  conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,13-15).

Le parole del Sinodo: donna

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Che il tempo intercorso dall’annuncio della Beatificazione di Armida Barelli alla sua celebrazione sia coinciso con l’avvio del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e con la fase nazionale del Sinodo universale dei Vescovi sulla sinodalità è sicuramente una coincidenza curiosa, e l’ampiezza della devozione popolare rilanciata con la sua beatificazione ci sollecita rispetto al desiderio di un nuovo riconoscimento della presenza e del ruolo delle donne nella Chiesa.

Le parole del Sinodo: Autorità

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Nella dinamica del cammino sinodale affiora, qua e là, un “non detto” che è bene intercettare e portare alla luce: quale autorità gestisce tale cammino e alla fine “decide”? Più radicalmente: l’autorità è una “controparte” nel cammino sinodale, alla quale cercare di strappare qualche concessione paternalistica, oppure l’idea stessa di autorità dev’essere ripensata profondamente, anch’essa in senso sinodale? In altri termini: autorità e sinodo sono due “parole nemiche”, oppure due “parole amiche”?